DS 7
469,00 € al mese
| Condizione: Da Stock | Allestimento: BlueHdi 130 Performance Line Aut. |
| Anticipo: 3000 € | Contratto: 60 Mesi |
| Km Annuali: 10.000 | Rata Mensile: 469 € iva esclusa |
- Soddisfazione Garantita
- I Prezzi Migliori sul Mercato
- Assistenza Garantita
La DS 7 Crossback, a trazione anteriore o 4×4, è spaziosa, curata e dotata di uno stile particolare, dentro e fuori. Inoltre, tiene bene la strada e filtra con efficacia lo sconnesso, specie in presenza delle sospensioni che si regolano automaticamente in base alle condizioni dell’asfalto. Difetti? La ricerca dell’originalità ha dato vita a un cruscotto dalla grafica non molto intuitiva e a parecchi comandi poco pratici.
SI SCALDAVA FACILMENTE
Tre i richiami importanti: nel sito unrae.it (sezione richiami) verificate se l’auto che vi interessa sia tra quelle coinvolte. Le vetture prodotte fino al 2018 sono state coinvolte nel problema degli airbag prodotti dalla Takata: gonfiandosi, la loro struttura metallica poteva disgregarsi, proiettando schegge nell’abitacolo. Gli altri due casi riguardano le ibride plug-in: surriscaldamenti della batteria di trazione (dal 2019 al 2022) e, nel 2023, del cavo di ricarica.
INFOTAINMENT “DISPETTOSO”
Nelle ibride “alla spina” capita anche che si usurino eccessivamente i pneumatici posteriori: un problema che si risolve sostituendo gli ammortizzatori. Il display del sistema multimediale, inoltre, fa le bizze, ma basta aggiornare la centralina. Le noie più gravi riguardano però la fragilità della distribuzione del 1.2 turbo a tre cilindri a benzina (con cinghia a bagno d’olio) e del 1.5 turbodiesel (che ha la catena).
LA CRONOLOGIA
2017 – Al lancio si sceglie fra quattro motori turbo: due 1.6 a benzina da 181 o 224 CV e due diesel (1.5 da 129 CV e 2.0 da 177). Tutte hanno i retrovisori ripiegabili elettricamente e i sensori di parcheggio posteriori. Quelli anteriori (insieme alla retrocamera) sono solo nella Grand Chic, così come i cerchi in lega di 19” anziché di 18” e il riconoscimento dei segnali stradali. Solo la Business, invece, ha il navigatore, la piastra per la ricarica wireless degli smartphone e il ruotino di scorta.
2018 – Debutta il 1.2 turbo a tre cilindri a benzina da 131 cavalli e il riconoscimento dei segnali stradali diventa di serie per tutte.
2019 – Esordisce la 1.6 turbo ibrida plug-in, una 4×4 con 300 CV totali, e cresce la potenza della 1.5 diesel a 131 CV. Sparisce la So Chic e nella Grand Chic arrivano il mantenimento in corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco.
2020 – Entra in listino l’ibrida plug-in a trazione anteriore con 224 CV complessivi ed escono tutte le varianti con cambio manuale. La gamma si arricchisce con le lussuose Prestige (con sospensioni attive, di serie anche nella Grand Chic, e vetri stratificati antirumore) e Louvre (che aggiunge i cerchi in lega di 20”).
2021 – Abbandonano le scene la tre cilindri a benzina e la 2.0 a gasolio. L’anno seguente l’auto cambia nome in DS 7 ed è sottoposta a un restyling che porta modifiche alla mascherina e una variante ibrida plug-in da ben 360 CV.
I MOTORI
- La versione ibrida plug-in a trazione anteriore con 224 CV totali, spinta da un 1.6 turbo a benzina, è pimpante (8,9 secondi dichiarati sullo “0-100”) e, secondo la casa, può percorrere fino a 55 km in modalità elettrica.
- La grande vivacità (“0-100” dichiarato in 5,9 secondi) è il punto forte della variante ibrida “alla spina” a trazione integrale da 300 CV complessivi: il merito va all’aggiunta di un altro motore elettrico al retrotreno. Secondo la casa, le percorrenze con il solo aiuto della batteria sono identiche a quella della E-Tense meno potente.
- Con il 1.5 turbodiesel da 131 CV non va forte (10,9 secondi per lo “0-100” secondo la casa) ma è molto fluida e silenziosa e promette bassi consumi: 18,9 km/l.
I GUASTI PIÙ FREQUENTI
- I numerosi malfunzionamenti nella rilevazione del livello del carburante di solito si risolvono con un aggiornamento del software di gestione. Se non basta, bisogna sostituire il galleggiante nel serbatoio o, al limite, la centralina elettronica.
- Un errore nel programma della centralina del turbodiesel impedisce l’accensione della spia se l’iniettore dell’AdBlue (l’additivo antiemissioni spruzzato nello scarico) smette di funzionare. Si risolve con una semplice riprogrammazione.
- La cinghia a bagno d’olio del 1.2 a tre cilindri tende a sfaldarsi. Le particelle in plastica intasano il filtro nella coppa e danneggiano la pompa del vuoto dei freni, che diventano duri da azionare. Per limitare il problema va rispettata con scrupolo la scadenza per i cambi d’olio, specie se si usa l’auto su brevi tratte.
- La catena di 7 mm del 1.5 diesel si usura, diventando rumorosa all’avvio. Oltre a cambiare l’olio motore raccomandato con uno più denso (5W-30), la casa la sostituisce (ma solo dopo i 120.000 km o se c’è rischio rottura) con una di 8 mm.
QUALE SCEGLIERE?
Usata è poco richiesta e questo si ripercuote sulle quotazioni, non molto alte. La più diffusa è la diesel, seguita dalla E-Tense 4×4. Più rare l’ibrida plug-in da 224 CV e la 1.6 turbo a benzina.
Le meno equipaggiate Business e Performance si trovano con più difficoltà rispetto alla Grand Chic, che aggiunge il portellone motorizzato, i sedili in pelle e i sensori di parcheggio anche davanti.













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